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Sementi per prati – Ecco le varie alternative per il tuo manto erboso

Riuscire ad avere un prato verde e rigoglioso dipende da diversi fattori, soprattutto ambientali, i quali influenzano la scelta delle sementi da utilizzare. Appare chiaro quindi che la latitudine, l’altitudine e l’esposizione al sole sono elementi da non sottovalutare.

Per i meno esperti potrebbe sembrare che le sementi siano più o meno simili e che la scelta possa ricadere su un tipo piuttosto che un altro in maniera del tutto casuale.

Questo è l’errore più comune che commette chi non è molto esperto di giardinaggio.

In commercio esistono diversi mix di sementi per prato selezionati e messi insieme allo scopo di ottimizzare la resa in base all’utilizzo che se ne deve fare.

Il primo passo da compiere quando si decide di seminare un prato è quello di tenere in giusta considerazione alcuni elementi: composizione del terreno, esposizione al sole, temperature massime e minime. Queste sono solo le variabili che non dipendono dalla volontà umana, dunque occorre sapere anche l’utilizzo che se ne deve fare, cioè quanto sarà calpestato, e l’impegno che si intende impiegare nella cura del prato stesso.

Per chi non ha un pollice verde, ma vuole un bel prato verde nel proprio giardino è indicato un tipo di pianta che non necessita di essere sfalciato con frequenza e che non abbia elevati fabbisogni idrici. Una volta chiarito questo passaggio si passa a scegliere, tra le piante che rispondono alle proprie esigenze, quelle che meglio si adattano all’ambiente in cui è inserito il giardino.

Come scegliere le sementi

Quando si acquistano delle sementi è buona norma assicurarsi che queste siano fresche, poiché sementi troppo vecchie hanno una resa scarsa data la bassa germinazione dei semi e il risultato sarà scoraggiante a prescindere da tutti gli altri fattori. È perciò importante rivolgersi a negozi specializzati, sia on line che off line, che abbiano una certa reputazione nel campo del giardinaggio. I rivenditori che lavorano in questo ambito da diversi anni possono essere considerati abbastanza attendibili.

La composizione del terreno

Successivamente ci si deve preoccupare di capire quale sia la composizione del terreno. Terreni sabbiosi richiedono un elevato fabbisogno idrico poiché non riescono a trattenere l’acqua, dunque le piante non riescono ad avere il giusto apporto di nutrienti. Al contrario un terreno argilloso comporta dei ristagni d’acqua poiché si presenta più compatto e l’assorbimento idrico è particolarmente lento. In questo caso le irrigazioni devono essere scarse per evitare che l’acqua sommerga e affoghi l’erba. Se il terreno è troppo sassoso sarà difficile per le piantine riuscire a radicare e l’effetto apparirà scarso.

In alcuni casi è sufficiente un po’ di accortezza in più, in altri casi sarebbe meglio optare per soluzioni alternative.

Esposizione al sole

L’esposizione al sole è un fattore di fondamentale importanza. La luce rappresenta una delle principali fonti di energia per le piante, quindi non deve mancare. Anche se esistono piante resistenti all’ombra è comunque importante che un minimo di luce riesca a penetrare. Gli elementi che possono influire sull’esposizione ai raggi solari sono la presenza di cespugli, arbusti ed alberi e l’esposizione a Nord.

Se le piante ombreggianti sono troppo fitte impediscono alla luce di filtrare a sufficienza e risulterà molto difficile che possa crescere qualcosa a livello del terreno, se tra queste piante che danno ombra al prato ci sono delle conifere, allora la probabilità di far crescere un qualunque tipo di prato si riduce ulteriormente approssimandosi allo zero. Gli aghi che cadono dalle piante acidificano il terreno rendendolo del tutto inadatto alla crescita delle specie prative come Dichondra, Graminacee, Microterme e Macroterma.

Mix di sementi

Nei negozi di giardinaggio fai da te è possibile trovare delle miscele di semi che vengono denominate in base alle caratteristiche. Ad esempio si può trovare una confezione di “prato resistente al calpestio” oppure “prato all’ombra” e così via. In questo modo è molto semplice per i consumatori individuare il mix che meglio si adatta alle proprie esigenze.

Il Prato Mediterraneo è composto da un miscuglio di diverse specie che hanno un apparato radicale profondo. Questo permette a queste piantine di resistere anche in ambienti caldi e siccitosi potendo attingere più in profondità ai nutrienti e all’acqua presenti nel terreno. Si presentano con un aspetto più rustico ma sono particolarmente resistenti anche al calpestio.

Per un prato che non ha bisogno di essere sfalciato frequentemente è preferibile optare per il trifoglio nano. La resa estetica è elevata con dei manti erbosi soffici e verdi. La sua capacità di rigenerarsi facilmente la rende resistente al calpestio. Se seminata nei prati ombreggiati il fabbisogno idrico è minimo, mentre se esposta al sole è preferibile irrigare con frequenza. Questa è una pianta che soffre per le temperature troppo elevate.

Il mix di microterme consente di ottenere il classico prato inglese. Si tratta di piantine resistenti al freddo, che hanno bisogno di molta acqua e temono le temperature troppo alte. Generalmente sono semi da preferire nei giardini del nord del Paese.

La macroterma contiene una miscela di semi che generano un manto erboso resistente al caldo, con un minor fabbisogno idrico e che ha bisogno di una scarsa manutenzione. Si tratta tipicamente di gramigna ed considerato un prato di qualità. La sua resistenza al caldo ed al calpestio lo rendono un prato ad utilizzo intensivo ed è particolarmente indicato nel sud d’Italia.

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