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Sostituzione della caldaia: tutto quello che c’è da sapere per usufruire degli ecobonus

L’Unione europea e, di conseguenza, anche l’Italia, ha stanziato un cospicuo piano di interventi pubblici per incentivare transizione ecologica di famiglie e imprese. Uno degli obbiettivi principali del governo è quello di ridurre drasticamente i consumi di energia elettrica per cercare di porre un freno emissioni di CO2 per poi, entro alcuni decenni, eliminarle del tutto. Per arrivare a questo traguardo una delle azioni concrete che si possono attuare nell’immediato è la sostituzione della caldaia. Ciò, oltre alla diretta conseguenza positiva sull’ambiente, può costituire anche una fonte importante di risparmio per gli utenti, infatti meno si consuma per riscaldare la casa, meno il costo della bolletta salirà.

Per ovviare al problema di impianti vecchi e ormai obsoleti, e stimolare i cittadini a rinnovare la caldaia, lo stato ha previsto un sistema di incentivi raccolti comunemente sotto il nome di “ecoincentivi” o “ecobonus“. A volte, però, può non essere facile districarsi fra le varie pratiche e i dettagli da tenere in considerazione per capire se se ne ha diritto o no. Per questo motivo può risultare molto comodo il sistema messo a punto da Ingrado, azienda specializzata che supporta l’utente nella scelta della caldaia più adatta alle proprie necessità. Sul sito, infatti, rispondendo a un semplice questionario è possibile capire se si rientra nella fascia di consumatori che può usufruire degli incentivi green e, in caso affermativo, come fare per avviare le procedure.

Come funzionano gli ecobonus

Il governo ha stanziato una serie di incentivi riservati a chi decide di sostituire la caldaia in un’ottica di miglioramento energetico. A seconda del tipo di intervento, ovvero se questo è legato a lavori di ristrutturazione, si ha diritto a una detrazione fiscale del 50%, del 65% o addirittura del 110%. Quest’ultima, però, è riservata solo ai cittadini che predispongono una serie di lavori edilizi che porteranno la loro abitazione a salire di due classi energetiche ed è comunemente chiamato superbonus 110%. Per chi desidera limitarsi a sostituire la caldaia e non ha necessità (o l’intenzione) di avviare una ristrutturazione ingente, gli incentivi di cui avvalersi sono, appunto la detrazione fiscale al 50% e quella al 65%.

Tali sconti, che rientrano sotto il nome di “bonus caldaia“, si differenziano tra loro in quanto il primo viene erogato in occasione di lavori di ristrutturazione che portano alla sostituzione della caldaia, mentre il secondo parte quando tale sostituzione apporta un miglioramento della classe energetica. Qualunque sia la tipologia di detrazione fiscale alla quale si accede, è importante conservare con cura tutta la documentazione prodotta dai tecnici incaricati della sostituzione, nonché la ricevuta del pagamento effettuato o la conferma del bonifico dove è indicata la causale.

Sebbene questi due tipi di detrazione non siano cumulabili, è comunque possibile accedervi anche nel caso in cui, oltre alla caldaia, l’utente volesse inserire anche l’acquisto di valvole termostatiche di ultima generazione che poi verranno collegate ai termosifoni di casa. Il bonus caldaie, inoltre, può essere richiesto non solo dal legittimo proprietario di un’abitazione ma anche da un locatario, tuttavia, una volta concluso l’iter per la sostituzione è fondamentale comunicare all’ENEA che si è provveduto a tale adempimento entro 90 giorni. Con Ingrado la procedura risulta molto semplice in quanto, dopo aver risposto a una serie di domande volte a verificare il tipo di caldaia già esistente e le caratteristiche dell’abitazione, l’utente viene consigliato sul prodotto che meglio incontra le sue esigenze. Solo dopo aver letto e approvato il preventivo, un tecnico qualificato procederà alla sostituzione della caldaia.

 

 

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