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L’Istituto III

La creatività artistica e letteraria apparirà come labile ragione d’introspezione fisica e umana. I robot daranno nuovo impulso alle scienze umane complesse? Può un essere d’acciaio e di titanio viaggiare col pensiero e sognare un mondo nuovo? Domande emblematiche che esemplificano la realtà stessa delle cose nella sua globalità: rappresentano lo stato primordiale della tematica razionale umana o incipit dell’esistenza umana dolce e soave.
Dopo aver sbrigato le faccende burocratiche, Maria si reca di nuovo a Torino: pensa alla sua dolce città, all’amore perduto di Francesco. Ma, ora Fabrizio e il suo sguardo rappresentano l’amore vero e duraturo: fonte di un perenne conflitto intimo e celato di armonia esemplificativa e caratterizzata dal pulsare delle emozioni nuove nascoste nell’anima stessa delle cose sentimentali o elisir di lunga vita. Maria prende la metro e si reca a Collegno a trovare un’amica e compagna di studi all’Università. Parla per oltre due ore delle banalità della vita, di cose futili e banali: le confida di aver trovato un impiego generico nella lontana Roma. La disoccupazione giovanile è problematica complessa, dai toni variegati: molte sono le ricette proposte dai potenti, ma spesso esse restano vane, poco efficaci: molti giovani laureati vivono nella precarietà e sono senza lavoro e occupazione temporanea. La crisi politica perenne in atto e la situazione internazionale rendono vane le illusioni e speranze della gente comune. Maria Cosmi si ritiene una donna molto fortunata, ma ha ormai deciso di convincere Fabrizio a lasciare l’Esercito e trovare un impiego civile nell’industria o nel terziario avanzato. Una guerra o un conflitto bellico in qualche sperduto posto del mondo potrebbe convincere l’Italia nello schierare l’esercito e le forze militari in conflitti fomentati da mere questioni economiche, inficiate alla radice da una situazione perenne di sudditanza ai grandi del pianeta. L’esistenza di una miriade di soldati potrebbe essere messa a repentaglio da lotte di integralisti e terroristi kamikaze: gli ideali patriottici non potranno mai coprire interessi universali di fraternità umana e coesione sociale.

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